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Domenica, 25 Giugno 2017

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Grandi speranze, piccoli omini

Un incubo tra me e i miei ragazzi

L'altra sera, con un colpo di mano degno della peggiore Repubblica delle Banane, un omino piccolo piccolo, forte di un potere usurpato, ha cancellato, da un giorno all'altro, il futuro di migliaia di persone. Dopo aver piazzato sul mercato una presunta riforma della scuola, dopo aver sbandierato pagine e pagine di dati e di grafici, dopo aver chiesto la partecipazione e l'opinione di decine di migliaia di docenti, dopo aver prodotto, infine, una proposta organica di riforma, l'ha presa e, in un'ora tarda, notturna, l'ora adatta per i loschi traffici, ci si è praticamente pulito il culo. Tirando fuori dal cappello un Disegno di Legge che con quella riforma non ha più, nella sostanza, niente a che fare. Eliminando il buono; peggiorando, oltre il possibile, quello che già nel testo precedente sollevava non poche obiezioni: il Dirigente, solo per dirne una, secondo le intenzioni dell'omino, si trasforma in una specie di feudatario, che dispone dei docenti e del loro lavoro in totale libertà, libero da ogni controllo o verifica collegiale che il testo precedente prevedeva. Vi lascio solo immaginare l'effetto, in un paese come il nostro, sprofondato in un secolare clientelismo e servilismo. Ma è solo un esempio: insomma, dovunque lo si legga, è lo stesso: questo testo non ha NULLA A VEDERE con la Buona Scuola.

La stessa spina dorsale dell'intera riforma, il MERITO, è scomparso. E noi, dopo aver superato un concorso ed essere entrati in una graduatoria di merito (sì, si chiama proprio così), dopo aver visto i nostri compagni di viaggio, solo qualche posto avanti a noi, entrare nella scuola, siamo stati improvvisamente EPURATI. Scomparsi, nel giro di un'ora, dal piano di assunzioni. Se ci avessero messo dentro dei vagoni e deportato in massa l'effetto sarebbe stato quasi lo stesso. Abbiamo smesso, in un'ora, di avere un lavoro, di avere una prospettiva di vita: abbiamo visto smontato, in un ora, il progetto di futuro intorno al quale faticavamo da almeno tre anni. E' diventato difficile, per me, entrare in classe, in questi giorni. L'omino piccolo piccolo si è messo di traverso, come un incubo, tra me e i miei ragazzi.

Marco Colonna

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