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Sabato, 19 Agosto 2017

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Come d'autunno sugli alberi le foglie

Il racconto di Romina, Orgogliosamente idonea LAZIO A037

Mi chiamo Romina Pepe, ho 41 anni e faccio collaborazioni come formatrice in azienda.

Ho fatto il concorso del 2012 per passione e per la sincera convinzione di poter dare un contributo innovativo a scuola insegnando storia e filosofia attraverso la tecnica della facilitazione dei contenuti al posto della lezione frontale: Platone "costruito" dal basso invece che calato dall'alto. Ho passato la preselezione.

Ho fatto gli scritti: ho superato gli scritti insieme ad altre 124 persone. Eravamo partiti in più di 500. Sono arrivata all'orale e ho superato anche quello. Sapevo che non avendo titoli al di là della laurea- perché i miei 12 anni da formatrice, spesi a innovare nell'ambito didattico non mi hanno dato nemmeno 1 punto...- non sarei entrata nei 26 posti banditi.

Ma l'ho fatto, per orgoglio, per caparbietà, per l'assurda speranza che il mio valore al di là dei titoli e della graduatoria venisse riconosciuto.

Quando ho letto il documento della BS, lo scorso settembre, ho pianto di gioia, perché ho creduto che si stesse per realizzare quella speranza che sembrava seppellita sotto il peso di una "non titolarità" puramente burocratica e non sostanziale. Ho plaudito a Renzi e al suo Governo che avevano messo nero su bianco quello che sembrava un sogno irrealizzabile. Ho continuato a difendere a spada tratta le azioni del Governo perché, nella mia testa, chi aveva capito in modo così lucido il valore del merito andava appoggiato, sempre. Ho seguito la consultazione, ero felicissima che circolassero proposte di allargamento dell'insegnamento della filosofia: io personalmente la insegnerei volentieri anche alla primaria sotto forma di "introduzione all'arte di porsi domande". Dai miei colleghi dei gruppi Facebook, che nel cammino sono diventati fratelli e sorelle per me, ho ricevuto sempre, oltre che notizie di prima mano, confortanti rassicurazioni sulle intenzioni del Governo: il pericolo era fuori, se qualcuno l'avesse fatto cadere, non dentro... Arriviamo a febbraio, il 18: la Giannini dice in Parlamento che saremo tutti assunti. Ancora lacrime di gioia, ancora manifestazioni di appoggio incondizionato al Governo, e poi la festa del 22!!! Lì ancora rassicurazioni, strette di mano e selfie... DL previsto per il 27 spostato al 3 marzo: ok, no problem, ci siamo. Poi, il 2 sera, il DL - le cui bozze circolate su internet ci danno inequivocabilmente dentro- diventa DDL, e in me comincia a insinuarsi il germe del dubbio. Perché Renzi non vuole fare un DL per le nostre assunzioni??? Ma Renzi vuole DAVVERO ancora assumerci?? Dal 3 all'11 marzo alterno panico e lucidità: mi dico che dopo tutte le rassicurazioni, le parole del ministro, il fatto che nel DL noi della GM 2012 ci fossimo, non era ipotizzabile un cambio di rotta del Governo. E invece, come uno Tsunami, si è abbattuta su di noi la notizia che il premier ci aveva esclusi dal piano assunzioni. Esclusi. Esclusi perché idonei e non vincitori, quando molti di noi sono già entrati in ruolo grazie al DL di maggio!!! Sembra di essere in "Profondo rosso" e "The Blair witch project" messi insieme. Sgomento, incredulità, poi una rabbia cieca e distruttiva verso chi per mesi aveva fatto sì che le nostre speranze crescessero e diventassero sempre più forti, sempre di più, sempre di più, fino allo schianto finale contro il muro di un NIET ingiusto, ingiustificato e ingiustificabile. Adesso sto "come d'autunno sugli alberi le foglie", ma sono più determinata di prima, più lucida. Voglio combattere lealmente per avere la possibilità di insegnare anche questo: arrendersi davanti ad un'ingiustizia non è un'opzione. Tengo alta la testa e saldo il cuore, anche per la mia mamma che, mentre Renzi mi epurava, era in sala operatoria a mettersi 4 bypass. Ma questo, almeno questo, non per colpa di Renzi.

Romina Pepe
Orgogliosamente idonea LAZIO A037

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