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Domenica, 25 Giugno 2017

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Continuerò ad entrare in aula ogni giorno

Lettera aperta di Maria Luisa, idonea del concorso a cattedre 2012 

Gentile signora Giannini, Egregio signor Renzi, buon giorno.

Condivido con voi, e con quanti altri leggeranno, alcune riflessioni che, recentemente, hanno scosso i miei giorni e le mie notti.

Nella mia vita ho studiato molto perché sono curiosa e perché ho scoperto, nel tempo, che mi piace: l’organizzazione delle giornate intorno ad un obiettivo a breve termine, il confronto con i compagni di viaggio, l’adrenalina pre-esami, la soddisfazione post-esami ed altro, sono cibo per il mio cervello e per quella piccola parte di superbia che anima il mio spirito.

Ho vissuto, grazie soprattutto a due genitori illuminati, molte esperienze in Italia e all’estero in tempi in cui non proprio tutti potevano farlo; non che la mia famiglia di origine fosse particolarmente ricca di denaro, ma certamente era, e lo è ancora, ricca di sete di conoscenza e di voglia di migliorarsi.

Non posso dimenticare l’orgoglio nei loro occhi i giorni in cui io e mia sorella ci siamo laureate: in noi hanno realizzato ciò che a loro non è stato consentito per diversi motivi; in noi hanno visto la possibilità di tramandare alle generazioni future la spasmodica ricerca di nuovi obiettivi, l’inquietudine di conoscere e superare i limiti; in noi hanno riposto la fiducia in un mondo più giusto basato prima di tutto sull’onestà intellettuale e sul rispetto degli altri.

Ecco, è proprio questo ciò che faccio ogni giorno con i miei studenti.

Provo ad insegnare loro ad andare oltre: oltre le apparenze, oltre i limiti, oltre le consuetudini, oltre le ingiustizie, oltre i pregiudizi, oltre.

Provo ad insegnare loro che prima di parlare bisogna ponderare bene tutte le implicazioni che ciò che si dice può comportare; che ogni nostra parola, ogni nostra azione sono come un sasso gettato in uno specchio d’acqua: si espande in cerchi concentrici producendo onde che hanno conseguenze anche molto lontano rispetto al punto in cui è stato gettato.

Provo ad insegnare loro che la rabbia e la vendetta non sono le armi più idonee a combattere le ingiustizie, anche quelle che ti lasciano senza fiato, anche quelle che ti tagliano le gambe, anche quelle che seppelliscono tutti i tuoi progetti.

Insegnare tutto ciò in questo momento in cui le vostre parole e le vostre azioni mi hanno colpita duramente è molto difficile.

Ma, dopo aver trascorso le ore successive alla conferenza stampa in cui lei signor Renzi ha pensato bene di trattare donne e uomini con anni di studio e di sacrifici alle spalle come lo zerbino del suo appartamento a Palazzo Chigi usando termini non volgari nel significato ma estremamente volgari nella forma e nei modi, sono entrata in aula ed ho incrociato gli ignari sguardi dei miei studenti che pur non sapendo hanno capito il mio momento di difficoltà e mi hanno coccolata, a modo loro.

Per quegli sguardi, per quelle menti, per quelle anime continuerò ad entrare in aula ogni giorno fino a quando qualche stupida legge me lo impedirà, e continuerò non a riempire secchi, ma ad accendere fuochi fiduciosa nella loro azione purificatrice.

Maria Luisa Martini

(GMconcorsodocenti)

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