• Bruno Ventura

Come il governo prepara la fase 2


Per prendere la metro occorrerà misurarsi la febbre prima di entrare nei vagoni. I dati sul contagio consigliano di mantenere la cautela anche se l'esecutivo ormai è deciso a rilanciare l'economia attraverso una di apertura graduale per settori di attività.

La scuola sarà l'ultima a ripartire ma gli esami di maturità saranno veri afferma il ministro dell'istruzione Lucia Azzolina

La fase 2 partirà a maggio come da programma

Il Consiglio dei Ministri si svolgerà domani mattina. Sarà qui che verranno messi a punto i dettagli per avviare la fase 2 dopo 40 giorni di isolamento. La popolazione è stremata ormai e soltanto una ripresa ordinata di tutte le attività della vita sociale è attesa come una liberazione per tutti quanti. 15 giorni ci dividono dalla fase 2, con le volanti della polizia e le gazzelle dei Carabinieri ad ogni angolo di strada per monitorare i comportamenti dei furbetti. Manca poco al traguardo e poi finalmente saremo liberi di circolare nuovamente con le auto e di prendere i mezzi per andare al lavoro. Un desiderio di normalità che specialmente negli insegnanti è divenuto più forte a causa del forte stress provocato dalla didattica a distanza.

Un esperimento da non ripetere

Se volessimo tracciare un bilancio di questo esperimento voluto dal ministero potremmo ben dire che è fallito miseramente. Non si può sostituire la didattica in presenza, l'unica in grado di valutare correttamente il lavoro degli studenti. La Dad non riscuote il favore nemmeno dei genitori che non hanno mancato di bocciare sonoramente l'obbligo imposto dal ministro Lucia Azzolina. Nelle immagini che provengono dai telegiornali nazionali si vede il ministro con una faccia stravolta, tipica di chi ha voluto assumere un ruolo troppo pesante per le proprie spalle. Un autoreferenzialità fortemente criticata dalle opposizioni che hanno stigmatizzato questi comportamenti, al pari di tutte le sigle sindacali che chiedevano un confronto sulle diverse tematiche.

Quali prospettive

Molti docenti mi scrivono in privato sulle possibilità residue che possa verificarsi l'aggiornamento delle graduatorie d'istituto già da quest'anno. Considerate le posizioni di Lucia Azzolina mi sentirei senz'altro di affermare che non c'è nessuna possibilità che ciò avvenga gIà da quest'anno. Nessuna deroga per i docenti precari della seconda fascia che dovranno affrontare una concorso farsa per nascondere la polvere sotto al tappeto e non farsi cogliere col sorcio in bocca dall'Europa. La precarietà continuerà allegramente a produrre i suoi disastri, la sua girandola di supplenti in barba a quella continuità didattica tanto invocata e mai applicata specialmente sul sostegno. Se c'è ancora rimedio? Secondo me sì ma dovrà essere un esecutivo forte, meno timido dei precedenti è fortemente orientato ad eliminare il precariato scolastico.

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