• Bruno Ventura

Covid-19 : chi ci ha perso e chi ci ha guadagnato


La pandemia causata dal covid-19 si è rivelata un affare molto fruttuoso per le cosiddette mani forti. Questa teoria è strettamente collegata a quella corrente di pensiero che sostiene che altri non sia che una guerra batteriologica provocata dalla Cina. Ha sorpreso l'andamento del titolo Diasorin in borsa con l'ascesa improvvisa del valore delle azioni chi ha segnato un sorprendente + 7%.

Non è facile provare a spiegare in chiave economico-finanziaria quello che sta accadendo dall'inizio della diffusione del contagio partita da WU HAN. Il lockdown ha contenuto il diffondersi dell'epidemia ma sui dati reali dei deceduti è in atto una guerra dei numeri tra Cina e Stati Uniti. Secondo Trump la prima è responsabile di non aver detto al mondo la verità sul virus. Da qui la nascita di due correnti di pensiero che sinteticamente potremmo definire complottista la prima e reale la seconda. In tutto questo Qual è il ruolo dell'Europa?

Pretendere che i cittadini siano degli esperti investitori sicuramente è troppo. Una cosa è sicura: il costo di questa crisi lo stanno pagando loro. Troppo debole la forza dell'Europa rispetto all'entità dei danni prodotti dal diffondersi contagio. La liquidità immessa in circolo dalla banca Europea non è sufficiente a fronteggiare la grave recessione che è già iniziata in tutto il continente. Ma un fatto strano c'è: mentre tutte le borse europee mostrano segnali di recupero quella italiana è l'unica a registrare il segno meno.

A fregarsi le mani di questi rialzi improvvisi i titoli farmaceutici sono quelle che in gergo vengono definite le mani forti. Si tratta di Sicav, fondi di investimento londinesi, elvetici e americani. A questo punto l'equazione è molto semplice. C'era già chi conosceva la verità da molto tempo prima. Si tratta di una crisi indotta propedeutica all'affermazione di un nuovo ordine mondiale.

Non è che mi sia messo a scrivere queste cose per rinforzare l'una o l'altra corrente di pensiero. Lo scopo è tutto un altro. Se è vero che l'Italia è il paese più generoso a versare i contributi all' Europa, perché mai ci dovrebbe mettere altri soldi oltre a quelli già stanziati con il SURE?

Si è sempre detto che l'Italia è troppo grande per poter fallire. Ed è qui che casca l'asino. I paesi Nord europei Olanda e Germania in testa sono contro gli eurobond, gli unici a garantire la liquidità necessaria per rilanciare il nostro paese. Allontaniamoci per un momento della polemica no MES no vincoli. Domandiamoci piuttosto in che modo possiamo salvaguardare le nostre tipicità e le nostre aziende evitando che cadano in mani straniere. Trarre spunto dalla storia per non ripetere gli errori già commessi in passato.

FONTE IG BANK 7 Aprile Giornata positiva sugli indici azionari di Milano, con il Ftse Mib che dall’apertura ha guadagnato quasi il 4%. L’ottimismo, spalmato in egual misura su tutti i principali indici europei, è dovuta in gran parte alle notizie relativamente buone riguardo i numeri del coronavirus: l’ultimo bollettino della Protezione Civile di ieri sera contava 132 mila casi totali, di cui 93 mila risultati positivi, e 16.523 vittime.

“Da lunedì 30 marzo a oggi abbiamo oltre il 90% in meno della crescita dei ricoverati, da 409 a 27. In terapie intensive avevamo +75, oggi -79. Un trend un po' meno forte sui decessi, concentrati ancora per il 50% in Lombardia, ma su base settimanale vediamo una diminuzione superiore al 20%” ha spiegato Luca Richeldi, primario di pneumologia al Gemelli e membro del comitato tecnico scientifico.

FONTE IG BANK Governo e Protezione Civile iniziano, con cautela, a pensare a una fase 2: domani alle 15:00 è prevista una riunione in cui il presidente del Consiglio Giuseppe Conte incontrerà il Comitato tecnico scientifico per studiare nuove misure di contenimento all’indomani del 13 aprile.

Intanto Piazza Affari anticipa l’ottimismo, forte anche della buona chiusura dei listini asiatici, in mattinata, e dell’altrettanto buona performance di Wall Street. Si spera inoltre in un accordo all’interno dell’Eurogruppo, riunito in queste ore per studiare una strategia europea in grado di fornire supporto finanziario ai paesi le cui economie sono state messe in ginocchio dalla pandemia di coronavirus.


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