• Bruno Ventura

La voce degli insegnanti


La stampa nazionale non si occupa quasi mai dei problemi dei docenti precari.

Questo accade perché l'opinione pubblica è più interessata ai problemi che coinvolgono gli studenti e i genitori.

Degli insegnanti in genere la gente non ha una buona impressione. Sono considerati una categoria di privilegiati che lavora 9 mesi all'anno secondo la loro opinione e sono convinti che siano solo contestatori a cui non sta mai bene nulla.

Essendo la stampa stessa spesso e volentieri la voce del padrone politico, l'informazione è maggiormente direzionata a rappresentare gli interessi delle Lobby tipo 3L, Cineca, baroni universitari.etc.

La gente non frequenta i gruppi Facebook dei docenti.

Nei diversi post c'è tutto il succo contestazioni rivolte contro la politica.

Vent'anni di malgoverno hanno prodotto profonde spaccature tra le diverse categorie Soltanto chi ha tra i propri parenti qualche docente conosce lo stato pietoso in cui versa la scuola italiana al giorno d'oggi.

Il precariato scolastico ha raggiunto livelli record.

Anche quest'anno sono previste centinaia di migliaia di supplenze a fronte delle quali resteranno vacanti tantissime cattedre. Il Miur rimane sordo di fronte al grido di dolore che si leva dai docenti. Nonostante stiamo attraversando un periodo di profonda crisi, da viale Trastevere sembra quasi che non esista emergenza.

Proviamo ad elencare tutte le doglianze dei docenti partendo da quella dei docenti di scuola secondaria che hanno svolto il concorso straordinario del 2018. La prima discrasia è costituita dalla disparità di trattamento riservata ai vincitori relativamente alla modifica del vincolo di permanenza sullo stesso posto. Il contratto collettivo nazionale di lavoro prevedeva un blocco triennale che la legge di bilancio 2019 ha portato a 5 anni. Il motivo è quello di garantire la continuità didattica, e di impedire di desertificare le scuole del Nord a causa della mobilità. Molti docenti di ruolo sono infatti originari del Sud.

Lo sbaglio enorme è stato commesso nel momento in cui si è derogato dal contratto nazionale perché in questo modo la questione verrà riproposta in Corte Costituzionale.

E sappiamo già come andò a finire ai tempi dell'algoritmo di 'renziana' memoria.

Questo accade perché in Parlamento siede gente che ignora i principi costituzionali.

Per arginare un'emergenza il governo ha licenziato un decreto incostituzionale.

Vogliamo parlare poi della legittima richiesta delle famiglie di poter avere docenti adeguatamente formati e preparati per i propri figli?

Ebbene, cari genitori preparatevi: Il ministro Lucia Azzolina ha respinto tutte le richieste provenienti da queste due diverse categorie di docenti.

I primi dovranno rimanere per 5 anni sullo stesso posto a differenza di quelli che li avevano preceduti con i concorsi degli anni precedenti.

I secondi andranno in classe mettendo a frutto soltanto le proprie esperienze e il proprio impegno per migliorare la propria formazione ed il rendimento dei propri studenti.

Il Ministero si oppone strenuamente alla proposta di avviare corsi di formazione alla stregua dei TFA e Pas. E si badi bene che questa non è una differenza di poco conto.

Un semplice concorso per titoli ed esami non ha mai garantito docenti preparati ad affrontare le sfide portate dalle nuove tecnologie. Solamente chi ha seguito dei corsi universitari, con formatori altamente preparati e titolati, riesce a tenere delle classi tendenzialmente poco inclini a studiare.

Se poi spostiamo l'attenzione sul sostegno qui la situazione diventa ancora più grave. Occorrono insegnanti specializzati perché ogni anno aumenta la percentuale di studenti affetti da diverse disabilità che necessitano di un'attenzione particolareggiata.

È proprio in questo contesto che va fatto un encomio ai docenti precari di scuola secondaria che hanno fatto anni e anni di supplenza e di esperienza direttamente sul campo. Anzi, spesso hanno aiutato i colleghi di ruolo affiancandoli nel loro lavoro quotidiano.

Ma questo la stampa nazionale non lo dice mai.

Piuttosto si preferisce mettere in rilievo i casi, in verità sporadici di violenze ai danni dei bambini più piccoli con le immagini gli insegnanti portati via dalle forze dell'ordine.


In questo contesto, come pensate che sia possibile comprendere le ragioni del corpo docente?


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